Acqua in bottiglia: cosa stai comprando?

L’acqua in bottiglia è davvero migliore di quella del rubinetto?

Purtroppo c’è ancora tanta (troppa) disinformazione sulla qualità dell’acqua del rubinetto e ancora di più su quella in bottiglia.

Per dare un’idea generica vorrei partire subito con dei dati alla mano:

L’Italia è al primo posto in Europa per quanto concerne il consumo di acque in bottiglia.

A livello mondiale non siamo messi meglio, secondi infatti solo al Messico. 

Più precisamente, solo nel 2016 abbiamo imbottigliato 14 miliardi di litri. 

Avete letto correttamente: MILIARDI. Riuscite ad immaginarne la vastità?

Si tratta di un numero incredibile di plastica che spesso non viene riciclata. Per sapere meglio cosa succede ai nostri rifiuti di plastica vi consiglio di leggere il mio articolo “Tanto lo riciclo!” Ne siamo proprio sicuri?!

Solo sulle spiagge italiane, tra il 2014 e il 2017, il 18% dei rifiuti erano bottiglie e tappi di plastica. Cioè? Cioè 15 mila bottiglie VISIBILI SULLE SPIAGGIE.

E tutto il resto?

Tutto il resto (ovvero l’85%) rimane in alto mare, soprattutto nei fondali, lontano dalla nostra vista. E non stiamo parlando delle isole di plastica sparse negli oceani: stiamo parlando del nostro paese e delle coste italiane!

Ecco quindi cosa succede a tantissime bottiglie di plastica: disperse nel mare o in discariche (soprattutto estere). Viene da sé che tutto questo ha conseguenze ambientali disastrose!

Una soluzione c’è?

Certo che sì! Ed è proprio sotto al nostro naso, più ovvia che mai: l’acqua del rubinetto.

Acqua di rubinetto vs acqua in bottiglia

 

Sono perfettamente consapevole che ci sia tantissima sfiducia e disinformazione al riguardo, ecco perché bisogna fare un po’ di chiarezza al riguardo.

Iniziamo subito con il chiarire che l’acqua italiana è ottima e non comporta alcun rischio.

 

Ovvero, NON è VERO CHE L’ACQUA DI RUBINETTO SIA MENO BUONE E MENO CONTROLLATA DI QUELLA IN BOTTIGLIA, anzi. La nostra acqua non ha niente da invidiare all’acqua minerale in bottiglia e permette invece di risparmiare anche 200-300 euro all’anno, per non parlare della sua sostenibilità e dei benefici per l’ambiente. Non dimentichiamoci che le norme italiane in merito all’acqua del sindaco sono molto rigide, accurate e frequenti. L’acqua viene controllata più di 100 volte al giorno! 

Non solo, la maggior parte delle nostre acque (l’85%) vengono da falde acquifere naturali e quindi ricche di sostanze nutritive.

E’ corretto non nascondere che ci sono stati problemi con le acque comunali in alcune città italiane, ma vorrei rassicuravi che sono una minima parte. Infatti i casi di non conformità dei valori delle acque sono solo l’1%. Quindi, la stra grande maggior parte degli italiani può sentirsi al sicuro al riguardo e confidare nel controllo e nella cura che i nostro servizi idrici ci offrono e nella loro attenzione di risolvere eventuali problemi al più presto.

Che cosa contiene l’acqua in bottiglia?

Le bottiglie di plastica che contengono l’acqua (ma anche thè, succhi ecc…) è fatta di polietilene tereftalato, più comunemente chiamato PET. Si tratta di un genere di plastica molto resistente, in genere trasparente, creato apposta per contenere alimenti. Però, perché c’è sempre un però, anche il PET non è perfetto.

Come mai? Ebbene, come tutte le plastiche anche il PET può essere danneggiato da fattori esterni che contaminano il contenuto. In particolare fattori come il calore e la luce prolungati possono surriscaldare la bottiglia, danneggiandola a facendo diventare il contenuto nocivo

Viene da sé che questo non dipende solo da noi ma anche dal percorso di redistribuzione. Basti pensare che da quando la vostra bottiglia viene riempita di acqua alla commercializzazione tramite supermercato o bar ci sono diversi km di distanza. Le bottiglie spesso viaggiano con i camion o tramite treni, vittime di intemperie (caldo, freddo, pioggia…). Quindi, quando comprate una bottiglia di plastica non saprete mai come questa sia stata transportata e se sia stata fresca e protetta tutto il tempo.

Ma non è finita qua. Le bottiglie di PET vengono create come oggetti usa-e-getta. Non sono quindi fatte per essere riutilizzate ma una volta svuotate dovrebbero essere smaltite. 

Cosa succede quindi se vengono riutilizzate più a lungo?

Un utilizzo prolungato potrebbe intaccarne le caratteristiche e la qualità. Ovvero, potrebbe essere che le sostanze della plastica vengano direttamente a contatto con il suo contenuto.

Infine, c’è da sottolineare che le proprietà dell’acqua in bottiglia non sia sempre così alta, al contrario di quanto venga sbandierato dalle loro pubblicità. Diversi studi infatti hanno verificato che famose acque minerali in laboratorio non presentano chissà quali differenze da quelle del rubinetto.

5 Motivi per scegliere l'acqua di rubinetto

  • 1. Ha le stesse proprietà dell'acqua in bottiglia
  • 2. Non ha rischi di contaminazione
  • 3. Riduce la produzione di plastica
  • 4. Ti permette di risparmiare soldi
  • 5. E' più sostenibile

Dove finiscono le nostre bottiglie di acqua?

Tanti credono che i rifiuti di plastica vengano riciclati e che, quindi, non danneggino in alcun modo l’ambiente. Niente di più sbagliato!

Ecco a voi una scomoda verità: anche voi avete contribuito alle isole di plastica che sono presenti negli oceani!

“Ma come?! Ma io riciclo, divido i miei rifiuti e non è possibile che le mie bottiglie di plastica possano finire nell’oceano”.

Eppure il riciclaggio non è abbastanza. Più del 40% della plastica non si riesce a riciclare e quindi finisce direttamente nel misto. Il misto viene poi raccolto nelle discariche ma, poiché ne produciamo così tanto, spesso succede che nostri rifiuti vengano mandati in altri paesi, tipo la Cina.

E da là poi?

E da questi paesi poi chissà dove. Visti le normative molto poco solide di questi paesi in via di sviluppo alcuni di questi rifiuti vengono anche scaricati in mare.

Ecco quindi che dal bidone della plastica di casa vostra c’è il rischio che finiscano direttamente in mare.

Per approfondire meglio l’argomento del riciclaggio vi consiglio di leggere il mio post al riguardo “Tanto lo riciclo”, ne siamo proprio sicuri?.

Con questo non vorrei togliere importanza al riciclaggio che è invece una importantissima opportunità e responsabilità che abbiamo e che, soprattutto per certi materiali (come vetro e carta), può fare davvero un’enorme differenza. Piuttosto, vorrei mettere l’accento sulla quantità di rifiuti plastici che creiamo e sull’importanza di ridurne il consumo.

Come?

Leggi il mio articolo “10 cambiamenti per una vita più Green”.

Vorresti passare dall’acqua in bottiglia a quella di rubinetto ma non sai se fidarti?

Togliti ogni dubbio testando la tua acqua. Ci sono tantissimi modi, da un’analisi fatta in casa, alla richiesta di un esperto, al leggere le analisi fatte da altre persone della tua zona prima di te.

Partiamo dal più semplice ed economico: il Kit per l’analisi dell’acqua. Ce ne sono di tantissimi tipi, disponibili sia online che in farmacia. Sono pratici e comodi e puoi testare direttamente l’acqua di casa. I prezzi sono davvero accessibili, dai 20 ai 30 euro circa.

Funzionano in maniera molto semplice e permettono di analizzare diversi parametri grazie alle strisce colorimetriche. Vengono quindi analizzati il ph, i solfati, i cloruri, i nitrati e la durezza dell’acqua. In base al colore delle strisce si può avere un quadro della qualità dell’acqua di casa. Tutte le indicazioni per la corretta lettura dei risultati vengono date nel kit.

 

Se ancora non è abbastanza si possono anche confrontare i risultati con altre persone della zona. Consiglio di visitare WeTestWater di AltroConsumo che permette di verificare e condividere i test dell’acqua. Ci sono zone che sono state soggette a tantissimi test condivisi sul sito e altri che invece stanno ancora raccogliendo dati: potresti contribuire anche tu.

Il gusto dell’acqua di rubinetto proprio non ti va giù?

Appurato che l’acqua della tua zona sia senza problemi rimane il problema del gusto: non ti piace proprio e non riesci a mandarla giù.

Anche in questo caso ci sono dei trucchetti.

I filtri con bastoncini/barre di carbone: una soluzione naturale e semplice per depurare l’acqua e toglierne l’odore e il gusto di cloro. Non solo, grazie alla origine naturali il carbone rende l’acqua anche più mineralizzata, rilasciando nel corso del tempo minerali come potassio e magnesio.

Ma come funzionano?

I bastoncini di carbone sono molto porosi e questo permette loro di assorbire tutte le impurità, come una spugna. E’ una tecnica utilizzata da secoli nei paesi asiatici, soprattutto in Giappone. L’utilizzo è semplicissimo, basta bollire ogni bastoncino dopo 2-3 settimane di utilizzo (per far aprirne i pori e depurarli) e riutilizzarlo.

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