Cucina Ecosostenibile: da dove iniziare?

Cambiare stile di vita è possibile, bastano piccole accortezze per fare la differenza.

“Non si tratta di perfezione ma di fare scelte migliori”

La cucina è in assoluto la stanza di casa dove si producono più rifiuti e, di conseguenza, quella che richiede più sforzo per poter essere convertita in uno spazio più green. 

Prima di passare alla parte pratica però ritengo importante riflettere su come e perché la cucina sia di sua natura così poco ecosostenibile. 

1- Di solito la spazzatura risiede proprio in questa stanza. Più precisamente sotto il lavello.

2- In cucina si… cucina! E come tutti ben sappiamo cucinare è la causa numero 1 del riempimento del cestino. Basti pensare agli scarti di cibo, ai packaging del cibi, ai materiali utilizzati per cucinare e pulire.

A pensarci bene, in cucina non è proprio che i rifiuti si creino dal nulla. Piuttosto vengono portati in cucina dall’esterno. Tramite sacchetti della spesa. Da qui poi vengono organizzati in mensole e frigo e poi, col tempo, trasformati in rifiuti che finiscono direttamente nella pattumiera. A tal proposito, cosa succede alla plastica in particolare? Viene riciclata? Se ti interessa puoi approfondire l’argomento nel mio articolo “Tanto lo riciclo!” Ne sei proprio sicuro”.

Insomma, per ridurre la quantità di rifiuti che produciamo in cucina dobbiamo innanzitutto fare attenzione a cosa portiamo dentro la cucina. Tante cose entrano in casa con una funzione/obiettivo e ne escono come rifiuti. Come le bottiglie di plastica, ad esempio, entrano come contenitori di acqua e hanno l’obiettivo di farci bere ma escono come rifiuti.

La soluzione?

Iniziare a fare la differenza già da fuori la cucina (tipo al supermercato) per evitare di introdurre in casa quello che poi ne uscirebbe sotto forma di spazzatura.

Come?

Facendoti delle semplici domande.

  • Packaging: plastica, carta o nessuno?

Certa di preferire prodotti senza imballaggio, soprattutto la frutta o verdura: meglio quella libera (o nei sacchetti biodegradabili) che quella ricoperta da imballaggio di plastica. Piuttosto, meglio scegliere imballaggi di carta o di vetro.

  • Ne hai proprio bisogno?

Una delle domande più difficile. Al giorno d’oggi, dove lo shopping compulsivo è la normalità, fa bene fermarsi e chiedersi: ne ho proprio bisogno? Ti sorprenderai di vedere che compriamo tantissime cose di cui non abbiamo bisogno e che finiscono abbandonate in qualche armadio o angolo della casa o che vengono buttati dopo poco.

3- Ha un’alternativa più sostenibile?

Anche in questo caso si tratta di una domanda che vuole far riflettere abbastanza da tenere a bada il proprio istinto. Prima di comprare qualsiasi cosa chiediti se puoi trovare un prodotto uguale o simile ma che sia più sostenibile? Ad esempio gli spazzolini da denti o le bottiglie di plastica o anche i cotoni usa-e-getta. Rifletti e poi fai la tua scelta.

  • Ha un'alternativa sostenibile?

Anche in questo caso si tratta di una domanda che vuole far riflettere e che vuole aiutare a tenere a bada il proprio istinto. Prima di comprare qualsiasi cosa chiediti se puoi trovare un prodotto uguale o simile ma che sia più sostenibile. Ad esempio gli spazzolini da denti o le bottiglie di plastica o anche i cotoni usa-e-getta. Le soluzioni ci sono e spesso sono proprio sotto il nostro naso. Rifletti e poi fai la tua scelta.

Consigli pratici per una Cucina più Green

  • 1. Contenitori in Vetro

Il vetro dovrebbe fare parte del DNA della vostra cucina. Per quanto fragile, basta avere alcune precauzioni e ne otterrete enormi benefici. Iniziamo subito col dire che il vetro è un ottimo materiale per mantenere più a lungo e più al fresco i vostri cibi e avanzi, non solo, visto che è trasparente permette anche di riconoscere subito il contenuto. 

E’ ottimo sia per i cibi da frigo che quelli più secchi (fagioli, lenticchie, pasta…). Non rilascia strane sostanze all’interno del vostro cibo e si può congelare o scaldare senza troppi timori. Infine, non sempre si ha bisogno di comprarlo. Personalmente quando vado al supermercato e ho bisogno di sughi di pomodori, verdure sott’olio etc… analizzo sempre il barattolo in cui è contenuto e compro quelli che hanno le misure e forme che più mi piacciono. Questo perché, una volta svuotati del loro contenuto e averli lavati per bene, potrò riutilizzarli a mio piacere.

AMO follemente la mia mensola piena di barattoli, facile da mantenere, bella da vedere e veloce da pulire. Non solo, è anche fonte di orgoglio e complimenti!

  • 2. Bottiglia di plastica, no thanks

C’è ancora moltissima discordia su quale acqua bere. Ho cercato di fare un po’ di chiarezza sul mio articolo “Acqua in bottiglia: cosa stai comprando?”. Ma come potrai immaginare, le bottiglie di plastica sono un vero problema perché non completamente riciclabili (al riguardo, ho scritto un articolo “Tanto lo riciclo. Ne siamo sicuri?”). Per i più diffidenti basta passare alle bottiglie di vetro o, ancora meglio, a dei filtri. In questo modo si potrebbe ridurre drasticamente la produzione di rifiuti plastici.

Appurato che l’acqua di rubinetto della tua zona non abbia problemi, passiamo a come fare perché sia sempre con te: bottiglie riutilizzabili o borracce. Ormai ne sono disponibili di tutte le forme, dimensioni e colori. Quelle piccole per le borsette o quelle grandi da zaini.

Scegli quelle che preferisci, riempile e abituati ad avere la tua bottiglietta riutilizzabile sempre con te. Io preferisco una borraccia termica da mezzo litro: non trattiene il gusto o odori di quello contenuto precedentemente (tipo thè o frullati) e, soprattutto, mantiene l’acqua fresca in estate e il thè caldo in inverno. Una vera piacevolezza a cui non riesco più a rinunciare.

  • 3. Spugne Naturali

Lavare i piatti non piace proprio a nessuno ma magari potreste iniziare a farlo più volentieri se iniziaste ad utilizzare delle spugne più ecosostenibili: con spugne naturali e manici di vetro.

La Luffa, ad esempio, è una spugna natural facile da trovare nei mercati locali. Si ricava dall’essiccazione di una vegetale molto simile alla zucchina e, per questo, una volta giunta la sua ora, si può buttare nell’umido. Non solo, la luffa è un materiale molto resistente e ha una durata più lunga confronto alle tipiche spugnette verde e gialle.

Infine, non dimenticatevi che la lavastoviglie non è nemica dell’ambiente, anzi! Se fatta andare a pieno carico consuma meno acqua del tipico lavaggio a mano. Se in modalità eco, poi, si fanno faville!

  • 4. No Scotex, Sì Canovacci!

Innegabile, gli Scotex sono di un’utilità incredibili. Facili da usare e altrettanto da buttare. Ottimi per asciugare qualche goccia scivolata a terra o da utilizzare per una cena molto easy con amici. Eppure, se si vuole fare un passo in più verso la vita Zero-Waste, è bene cercarne un sostituto adeguato. Torniamo ai vecchi rimedi delle nonne e tiriamo fuori i canovacci! I canovacci infatti sono ottimi per mantenere la cucina asciutta e pulita. Meglio se resistenti ed in cotone, basta buttarli in lavatrice e saranno come nuovi. Riutilizzabili all’infinito, ti permetteranno di risparmiare non pochi scotex!

  • 5. Basta Pellicola e Fogli di Alluminio

La pellicola e i fogli di alluminio sono stati tra i primi ad essere eliminati dalla mia cucina nel mio tentativo di ridurne i rifiuti. Pensavo mi sarebbero mancati e invece… Proprio no!

Adottando diversi contenitori di vetro con relativi coperchi non ho più bisogno della pellicola. Se devo far lievitare la pizza piuttosto uso un canovaccio pulito. E, sinceramente, non mi manca perdere la testa per separarla quando si attacca tutta insieme.

Per quanto riguarda i fogli di alluminio ho semplicemente trovato un valido sostituto: i fogli riutilizzabili ricoperti di cera d’api. Sono incredibili! Basta fare un pò di pressione nei punti di interesse e questi ne prendono la forma. Ad esempio, quando ho una mezza cipolla avanzata la ricopro con i miei foglietti di cera d’api, faccio pressione perché ne prenda la forma della cipolla et vualà! Pronta e coperta per essere riposta in frigo.

Successivamente, basta pulire i fogli con un pò di detersivo e acqua FREDDA (mi raccomando, sennò con la calda la cera si scioglie) e sono pronti per essere riutilizzati. Davvero convenienti, a me hanno cambiato la vita e sono sicura farebbero lo stesso con te!

  • 6. Prodotti per la pulizia naturali e biodegradabili

Questo è stato (ed è tutt’ora) uno dei punti più difficili che ho dovuto affrontare. Mi piace avere tutto pulito e ordinato, soprattutto in cucina, dove l’igiene è fondamentale. Ho sempre temuto che i prodotti naturali non fossero “abbastanza” e che non pulissero in profondità. Eppure, mi devo ricredere.

Non solo, facendo delle ricerche ho pure scoperto che in realtà i prodotti chimici che utilizziamo nella pulizia della casa possono essere pericolosi per la nostra salute. Infatti non basta lavare e sciacquare… Quelli restano nell’ambiente e finiscono nel nostro cibo!

Convertirsi ai prodotti naturali risulta quindi più conveniente sotto tutti gli aspetti: economicità, ambiente e salute.

In internet ci sono tantissimi consigli su come convertire limone, bicarbonato, aceto o anche solo acqua bollente in ottimi alleati per una casa (e cucina) limpida e libera da sporco e sostanze chimiche!

  • 7. Yogurt fatto in casa - anche di origine vegetale

Ma quanto buono è lo yogurt? Sarò di parte, ma io lo amo. Sta bene sempre: a colazione, per merenda o come dessert. E sta bene con tutto: da solo, con i cereali, frutta fresca o secca. Un must have del mio frigo che consumo giornalmente. 

Da qualche anno, grazie alla mia mamma, mi sono pure abituata al gusto di quello 100% naturale e da allora faccio fatica ad abituarmi a quelli commerciali. Negli ultimi anni, in cui mi sono trasferita più volte nel giro di poco tempo, ho dovuto rinunciare a portarmi via tante cose… Ma non la mia yogurtiera!

Fare lo yogurt in casa è tanto semplice quanto buono. Si possono trovare tantissime yogurtiere e accessori anche con prezzi davvero accessibili. Sia online che non. Il meccanismo poi è sempre quello:

– scegliere il latte (vanno bene anche quelli di origine vegetale, tipo di mandorla, avena, cocco)

– Scaldarlo un po’

– Aggiungere i fermenti lattici o un po’ dello yogurt preparato in precedenza

– Lasciare riposare per una notte (o comunque 8 ore)

Il gioco è fatto. Il tuo yogurt è pronto! Puoi insaporirlo come vuoi e godertene la freschezza. Non solo, consumerai nessuna plastica (se non quella del latte, almeno che non fosse in una bottiglia di vetro o carta). Un vero win-win sia per la qualità dello yogurt che per la sostenibilità della produzione.

  • 8. Compostaggio - Per i veri Pro

Per i veri pro che hanno voglia di una vera sfida c’è la soluzione del compostaggio: per convertire il proprio umido in compost per il proprio giardino e/o orto. Richiede molto lavoro e attenzione ma ne da anche tantissimi benefici e soddisfazione. Online ci sono tantissime guide e community al riguardo che vi possono aiutare ad iniziare. Personalmente non ci sono ancora arrivata ma un giorno lo farò anche io! E non vedo l’ora 🙂 

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