Guida per diventare un Consumatore Responsabile

Cosa significa essere un consumatore responsabile? Ma soprattutto, come lo si diventa?

A tutti la parola “responsabile” potrebbe dare una sensazione di pesantezza, dovere e fatica. A me invece da un senso di libertà, empatia e collettività.

Essere consumatori responsabili, o “consumatori critici”, è infatti una scelta libera, dettata da valori profondi e dalla volontà di rispettare e proteggere il nostro pianeta. Non trovi sia meraviglioso?

Partiamo dalla definizione di consumatore responsabile, che è diviso in due parti:

Consumatore: colui che “consuma” beni o prodotti prodotti dal sistema economico (detto mercato).

Responsabile: colui che risponde delle proprie azioni e dei propri comportamenti, subendone le conseguenze.

I due termini usati insieme formano il concetto di consumatore responsabile, ovvero colui che compra un bene o servizio non solo sulla base della qualità e prezzo ma anche in base all’impatto ambientale di tale bene o servizio.

Ma come si diventa un consumatore responsabile?

Il consumatore responsabile è colui che ha una mentalità critica sulla qualità ed eticità di ciò che compra. Ha anche una spiccata sensibilità sull’impatto che quel dato prodotto o servizio ha nei confronti di qualcun altro. Cerca di trovare il miglior compromesso tra il compratore (sé stesso) ed il venditore/produttore. Nel “manifesto del consumatore socialmente responsabile” si possono trovare i 10 punti che ne definiscono le caratteristiche.

Sembra complicato? E allora chiariamo ogni cosa con la guida pratica del consumatore responsabile.

Guida pratica al consumatore responsabile

  • 1. Compra prodotti a km 0

Ne hai mai sentito parlare? I prodotti a km 0 sono quelli che vengono prodotti e rivenduti nel territorio locale. Sono ottimi per diversi motivi:

  • Sostenere le realtà territoriali e locali
  • Avere prodotti più freschi e di stagione (che non hanno passato giorni o settimane nella fase di trasporto)
  • Di solito sono più economici (perché risparmiano sul trasporto e, a volte, anche sul packaging)
  • Spesso vengono venuti in mercati dove è possibile comprare senza usare sacchetti di plastica

E’ difficile trovare prodotti a km 0 nei grandi supermercati di catene internazionali, invece sono molto comuni in mercati e bancarelle o in alimentari più piccoli e locali. Apri gli occhi e chiedi in giro e sono sicura che scoprirai di avere alcune soluzioni proprio sotto il naso.

 

  • 2. Meglio i prodotti di stagione

Il consumatore responsabile ideale fa sempre attenzione a comprare prodotti di stagione.

Perché? Perché tutti quelli fuori stagione sono importati. Ovvero, vengono da paesi esteri e spessissimo molto lontani. Vuol dire che le banane tutto l’anno, o le fragole in inverno, o le castagne in primavera vengono prodotte in un altro continente, raccolte quando sono ancora molto indietro nella fase di maturazione, passano qualche settimane nella fase di trasporto (tramite nave o aereo), vengono distribuite nei diversi centri del territorio italiano e poi… arrivano a noi.

Un lungo tragitto che porta con sé diverse conseguenze: spesso i prodotti non sono molto nutrienti (perché raccolti troppo presto), hanno un sovrapprezzo (per far fronte ai costi di trasporto), non si sa bene quali sostanze siano state utilizzate per la produzione (magari qualche sostanza considerata nociva qua ma chissà in Equador o in Cile) e la poca trasparenza del produttore (difficile conoscere la qualità di vita dei lavoratori, magari sfruttati o sottopagati).

Insomma, la prossima volta che vi viene una voglia incredibile di fragole in pieno dicembre… Pensateci due volte!

  • 3. Turismo sostenibile e responsabile

Per gli amanti dei viaggi o per chi non vede l’ora della prossima vacanza, ebbene anche in questo settore è possibile fare scelte più responsabili e attente. In primis, scegliere in maniera appropriata come viaggiare: si sa, l’aereo è la soluzione più veloce ma… è anche quella con un impatto ambientale più dannoso. Ci sono alternative valide?

Inoltre, è importante scegliere strutture ecosostenibili e attente all’ambiente. Per non parlare poi delle attività ricreative tipiche delle vacanze: va benissimo andare al mare a riposarsi ma non dimenticatevi di raccogliere la spazzatura e non lasciare niente in natura.

Se sei interessato ad una guida più approfondita ti consiglio di leggere il mio articolo sul come viaggiare in maniera più sostenibile.

  • 4. Scelte equosolidali

I prodotti e le catene equosolidali sono quelle che vogliono garantire il rispetto del lavoratore. E’ molto comune che vendano prodotti di paesi in via di sviluppo e ha l’obiettivo di sensibilizzare le condizioni di alcuni paesi e garantire il rispetto dei propri lavoratori. Si tratta di una forma di commercio alternativo che sta lentamente guadagnando popolarità e che fa leva sulla trasparenza. Infatti si basano su una distribuzione diretta col consumatore finale e vanno contro ai grandi produttori e alle forme di intermediazione.

Si tratta di un’ottima scelta per diventare consumatori critici e supportare una forma di mercato più etico. Personalmente, i prodotti equosolidali sono stati spesso delle vere e proprie chicche soprattutto come regali di natale, compleanno, matrimonio.

  • 5. Fare attenzione al consumo energetico

Fare attenzione alla propria bolletta non beneficia solo il portafoglio ma anche l’ambiente.

Evitare gli sprechi dei consumi (tipo spegnere la luce quando non necessario) è una forma di sostenibilità e rispetto da non sottovalutare. E’ importante essere consapevoli che la differenza si fa anche con poco e che ognuno di noi è responsabile delle risorse che usiamo e, per tanto, non dovremmo mai darle per scontato.

  • 6. Ridurre la produzione di rifiuti e riciclare

Questo è un punto davvero fondamentale nella guida del consumatore responsabile. In molti credono che il riciclaggio sia la soluzione ad ogni male ma purtroppo non è così. A cosa mi riferisco? Puoi trovare la risposta nel mio articolo “Tanto lo riciclo! Ne siamo sicuri?”.

Cercare di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti è un’attenzione che può fare un’enorme differenza. Si tratta di un percorso che inizia da fuori dalle mura di casa e che influenza la scelta dei prodotti sugli scaffali del supermercato. Non solo, favorire certi materiali (tipo vetro o carta) piuttosto che altri (plastica) sono elementi caratteristici di qualsiasi consumatore responsabile.

  • 7. Beneficienza

Devolvere una parte dei propri profitti in beneficienza è un’azione molto nobile. Supportare le associazioni che vogliono aiutare il prossimo è anch’essa una forma di aiuto. Inutile dirlo, la generosità non fa mai male e mi sento di dire che il mondo ne ha parecchia carenza oggigiorno. E’ importante fare sempre un controllo del background dell’ente che si vuole supportare e non è detto che “più famoso è, meglio è”. Anche enti piccoli o locali possono fare la differenza. Scegli quello che ti fa stare meglio e che ti sembra di offrire un approccio trasparente.

  • 8. Stile di vita sobrio

Il consumatore responsabile cerca sempre di mantenete uno stile di vita sobrio. Questo non significa fare una vita povera e assente da svaghi ma piuttosto scegliere di marginare gli sprechi ed evitare eccedenze. Si tratta spesso della consapevolezza che c’è tra il godersi i piaceri della vita in maniera equilibrata senza danneggiare altre persone o l’ambiente. Uno stile di vita sobrio spesso porta vantaggi anche alla propria salute, sia fisica che mentale, per non parlare di quelli ambientali.

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