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"Tanto lo riciclo". Ne sei proprio sicuro?

Ti sei mai chiesto cosa succede ai nostri rifiuti?

Facciamo un po’ di chiarezza su quanti e quali vengono riciclati e cosa possiamo fare per ridurre il nostro impatto sull’ambiente.

Iniziamo a fare un po’ di chiarezza sull’argomento del riciclo. Troppo spesso si crede che l’uso spropositato della plastica abbia una soluzione tanto facile quanto veloce come il riciclaggio. Si crede anche che tutti i nostri packaging, contenitori, spazzolini, sacchetti ecc… Vengano transformati in altrettanti packaging, contenitori, spazzolini, sacchetti… Il tutto accompagnato con la solita frase: “tanto lo riciclo!”.

Ma ne siamo proprio sicuri?

Il caso della Plastica

1 %
la Plastica non riciclata

Che finisce in discarica

1
MILIONI di tonnellate

di plastica dispersa ogni anno in natura

1
Anni

Perché una bottiglia di plastica si decomponga

Andiamo subito al punto: ogni anno si consumano circa 7 milioni di tonnellate di plastica

Ebbene sì, avete letto bene, 7 MILIONI DI TONNELLATE. Siete in grado di immaginarne la vastità? Credetemi… Stiamo parlando di vere e proprie montagne di rifiuti. E questo solo della plastica, senza contare vetro, lattine, carta o rifiuti misti.

Non solo, della plastica più del 40% non si riesce a riutilizzare. Perché?

Perché l’attività di separazione dei vari tipi di plastica è molto complessa e costosa, ergo, spesso è più facile lasciare la plastica così com’è nelle discariche. Inoltre, la quantità di rifiuti da noi creata è così alta che i centri di recupero non riescono a gestirla o smaltirla completamente.

E quindi, che fine fanno?

Semplice, spesso vengono bruciati in incendi abusivi, contribuendo all’inquinamento dell’aria e all’effetto serra, sotterrati sotto cumuli di terra oppure, come succede molto spesso, vengono caricati su navi destinate a paesi asiatici o africani.

Non solo, il WWF ha rilasciato un rapporto internazionale che dichiara che ogni anno vengono rilasciati in natura più di 100 tonnellate di plastica a livello globale.

Scioccante, no?

Il viaggio della plastica

Partiamo dall’inizio.

Ogni giorno migliaia di persone comprano oggetti di plastica, carta o vetro. Una volta terminato il loro utilizzo vengono diligentemente buttati nei bidoni a loro riservati per il riciclaggio.

Fin qui tutto bene, vita ordinaria. E poi?

Mistero? Non proprio.

I nostri rifiuti vengono poi trasportati nelle sezioni di trasferimento, ovvero impianti in cui viene fatta una prima differenziazione dei materiali e, una volta compattati, saranno pronti per essere caricati in ulteriori camion che porteranno la nostra spazzatura verso gli impianti finali di trattamento.

Bisogna sapere che ci sono 13 tipi diversi di plastica, ognuna creata con macromolecole diverse,  e ogni genere deve essere trattata in maniera diversa. La più comune è la politilene terefalato, conosciuta come PET, utilizzata anche per le bottiglie.

Ecco quindi che la prima fase nei centri di recupero è dividere le plastiche. Una volta divise e accatastate vengono spesso mandate in altri centri in cui si inizia la vera e propria lavorazione della plastica: lavata e sminuzzata fino a formare delle piccole sfere che serviranno poi alla creazione di altri oggetti.

Ma la plastica viene sempre riutilizzata per la creazione di nuovi oggetti?

Risposta semplice e diretta: NO.

Purtroppo per noi non c’è ancora un mercato per i prodotti creati da materiali prima riciclati. I costi sono troppi alti e le imprese preferiscono materiali di origine non riciclata (tipo il petrolio). Quindi spesso e volentieri dopo tutto questo percorso la plastica riciclata, pronta per essere riutilizzata, rimane bloccata in magazzini o, addirittura, deve attraversare oceani e percorrere un’incredibile distanza per essere comprata da altri paesi (tipo la Cina, a più di 7.500 chilometri di distanza).

Cosa succede invece alla Carta e al Vetro?

La carta e il vetro sono materiali molto più adatti ad una vita sostenibile perché offrono una rendita di riciclaggio molto più elevata.

Infatti, tramite un percorso simile a quello della plastica, la carta risulta uno dei materiali più riciclati per la produzione di fogli e cartoni. Udite udite, Il 90 per cento circa dei sacchetti, delle scatole e dei giornali è realizzato con carta riciclata. Meraviglioso, no?

Ma il meglio deve ancora venire.

Infatti, con il vetro e l’alluminio la sostenibilità va (quasi) a braccetto. Questi materiali sono incredibili perché possono essere riciclati quasi all’infinito grazie alla loro resa. Con un chilo di vetro si possono produrre un chilo di nuovi prodotti, senza dover aggiungere materiale esterno (cosa che invece succede con la carta). Si stima che ormai in Italia oltre il 70 per cento delle bottiglie di vetro sia prodotto tramite il materiale vetroso recuperato con la raccolta differenziata. Yuhuu!

Ecco perché nel podio tra i materiali da preferire abbiano come medaglia d’oro il vetro, ottimo anche mantenere meglio gli alimenti in frigo. A seguire la carta, da scegliere come miglior imballaggio.

Tutto bello fin qui ma… il resto?

Il resto dei rifiuti che non viene riciclato (ovvero quasi la metà) e quello che non può essere riciclato (il tipico sacchetto del misto), che fine fanno?

Purtroppo finiscono in discariche, spesso di altri paesi (lontani e più poveri) dove si accumulano milioni di tonnellate di rifiuti (anche tossici) che vanno ad inquinare la flora e la fauna circostante.

Tutto questo per dire cosa?

Ecco, tutto questo per dire che i nostri problemi non possono essere risolti con il riciclo (almeno non completamente) e che invece bisognare iniziare a consumare in maniera più responsabile. Con questo NON sto dicendo di non riciclare! Anzi, il riciclaggio è il minimo che possiamo fare e ogni anno abbiamo enormi miglioramenti grazie alle nuove innovazioni tecnologiche. 

Piuttosto, il mio messaggio vuole invitare a ridurre la produzione di rifiuti di plastica.

Ci sono tantissime soluzioni per ridurre il quantitativo di materiale plastico utilizzato quotidianamente. 

Basta fermarsi, rifletterci e fare la giusta scelta.

Non è facile ma non è neanche difficile. Ecco qui piccoli cambiamenti per una vita più sostenibile con meno plastica:

  • Favorisci i materiali di vetro: sia per l’acqua (soprattutto a casa) che per gli alimenti (ottimo anche per mantenerne meglio la freschezza e il gusto)
  • Scegli imballaggi di carta piuttosto di quelli di plastica
  • Portati sempre dietro una bottiglietta d’acqua riutilizzabile
  • Preferisci piatti, posate e bicchieri di carta (se proprio proprio non potete fare a meno di quelli usa e getta)
  • Riutilizza i prodotti: vaschette, contenitori ecc…
  • Portati sempre dietro una borsetta riutilizzabile per evitare di comprare quelle di plastica. Sennò scegli quelle biodegradabili o di carta.
  • Compra ai mercati locali o in bulk, così da evitare la plastica del packaging.

Che dici? Inizierai anche tu ora a ridurre la plastica che utilizzi

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Favorisci i materiali di vetro: sia per l’acqua (soprattutto a casa, magari per l’acqua) che per gli alimenti (ottimo anche per mantenerne meglio la freschezza e il gusto).

Carta, Carta, Carta

Scegli imballaggi di carta piuttosto di quelli in plastica. La carta infatti è molto più naturale e molto più facile da riciclare.

Mai senza la tua borraccia

O comunque la tua bottiglietta riutilizzabile. Ormai ce ne sono di tutti i colori e misure, adattabili per ognuno. Niente più scuse.

Usa-E-Getta, se proprio devi ...

Se sei con le spalle al muro, senza via d’uscita e senza possibilità di scelta, sappi che si può fare la differenza anche con la scelta dell’usa-e-getta.

Scegli sempre bicchieri, posate o piatti di carta o materiale riciclabile/biodegradabile

Riutilizza invece di buttare

Dai nuova vita a contenitori, vaschette, bicchieri, bottiglie… Basta un po’ di creatività e ancora meno manualità per ridare una seconda chance alla plastica, evitando che finisca nella spazzatura.

Borsetta di cotone sempre con te

Portati sempre dietro una borsetta riutilizzabile. Quelle di cotone, poi, una volta piegate occupano pochissimo spazio. Ti aiuterà a non dover comprare borse di plastica. Se l’hai dimenticata puoi sempre scegliere quelle di carta o biodegradabili.

Contact

giulia.dstp@gmail.com

 

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