Ogni sfida è sempre piena di difficoltà, limiti, incomprensioni e imprevisti! Ci sta, fa parte del gioco. Nel percorso verso uno stile di vita eco-sostenibile succede lo stesso: bisogna sempre fare attenzione ai prodotti di Greenwashing (ovvero chi si dichiara Green ma non lo è veramente), ai paroloni difficili che ci confondono, e ai concetti che sembrano tutti uguali ma non lo sono. 

Su quest’ultimo punto vorrei soffermarmi su due parole che stanno diventando sempre più popolari, scompigliando e mischiando concetti che, invece, dovrebbe essere distinti e definiti.

Di cosa sto parlando?

Di due parole che spesso si presentano insieme, sembrano sinonimi e per questo fanno confondere le persone. Eppure, io te lo dico, biodegradabile e compostabile non sono la stessa cosa!

Sopresa? Beh, siamo in due! Io in primis sono rimasta sconvolta da questa rivelazione. Meglio tardi che mai, adesso è bene che anche tu sappia di cosa stiamo parlando.

Biodegradabile

Inizia con BIO e quindi ci piace ma… siamo sicuri di sapere cosa significa veramente? Non farti ingannare!

Partiamo con i concetti base. La biodegradazione di un elemento avviene quando questo si può scompone in pezzi più piccoli, grazie all’azione di batteri o altri microorganismi. Qualsiasi cosa è biodegradabile ma è la tempistica che è diversa.

Ad esempio, la plastica ci mette migliaia di anni a decomporsi e, nel processo, rilascia sostanze chimiche nocive e pericolose per l’ambiente. A differenza di un torsolo di mela che, invece, ci mette solo 2 mesi, o di un giornale che ci mette circa 6 settimane. Il legno (non verniciato) 1-2 anni ed il polistirolo circa 80 anni. Insomma, come puoi vedere ogni elemento ha tempistiche diverse.

Non solo, ogni cosa si scompone in diversi elementi. A rigore di logica, una mela -o qualsiasi cosa naturale- si decomporrà in altrettanti materiali naturali (acqua, anidride carbonica, sali minerali). Si chiama biodegradaziona totale e non danneggia l’ambiente, anzi.

Succede la stessa cosa ai materiali sintetici (tipo la plastica)? Non proprio. Seppur è vero che anche questi elementi si decompongono è anche vero che lo fanno in maniera diversa. La loro infatti viene chiamata biodegradazione primaria perché la loro frammentazione crea elementi più piccoli ma comunque dannosi per l’ambiente. Insomma, la plastica, grande, piccola o micro che sia, non va mai bene. E questo è un concetto da tenere bene a mente!

In ogni caso, la normativa europea stabilisce che il tempo è uno degli elementi principali a fare la differenza tra i prodotti biodegradabili e quelli compostabili. La differenza sta che un prodotto può essere definito biodegradabile solo se può decomporsi al 90% entro 6 mesi, mentre per quelli compostabili devono decomporsi del 90% in 3 mesi, ovvero la metà.

Compostabile

E quindi? Cos’hanno di diverso gli elementi compostabili?

Partiamo subito chiarendo che i prodotti compostabili sono anche biodegradabili ma con qualche differenza. Innanzitutto, compostabile vuol dire che può essere trasformato in compost.

Che cos’è il compost?

Il compost è un concime naturale per “nutrire l’ambiente”. Deriva dalla biodegradazione primaria in cui materiali naturali, seguendo il ciclo della vita, si riducono in elementi più piccoli. Questi non danneggiano l’ambiente.

Ecco che arriviamo ad un punto cruciale. Gli elementi sintetici, come detto precedentemente, si decompongono in elementi più piccoli che contaminano in maniera negativa l’ambiente. Rilasciano sostanze dannose e pericolose e per questo non sono compostabili.

Per legge viene richiesto che il compost abbia dei requisiti di disintegrabili di 3 mesi. Non solo. Viene anche richiesto che abbia bassi livelli di metalli pesanti, assenza di ripercussioni negative sul compost e altri fattori.

E quindi?

Quindi è importante capire che biodegradabile non è sinonimo di ecologico ma, anzi, rappresenta comunque un rischio per l’ambiente. Soprattutto, biodegradabile e compostabile sono così diversi che non vanno buttati nello stesso posto.

I prodotti biodegradabili non vanno buttati nell’organico e la maggior parte delle volte andrebbero nella plastica o nell’indifferenziato.

I prodotti compostabili invece, sì, vanno nell’organico.

Quindi, la prossima volta che troverete un sacchetto, un prodotto usa-e-getta, un detersivo o qualsiasi altra cosa con la dicitura “biodegradabile” saprete come interpretarlo correttamente.

Qualche esempio per aiutare.

  • Il legno non trattato (ovvero senza vernice…) è compostabile
  • La carta igienica è compostabile
  • Carta (senza patine e graffette) è compostabile
  • Sacchetti di bioplastica: sono compostabili solo se hanno la dicitura EN 13432, altrimenti vanno nella plastica. ATTENZIONE: se non hanno questa dicitura NON POSSONO ESSERE UTILIZZATI PER LA RACCOLTO DELL’UMIDO.
  • Sacchetti di carta (non patinati): sono compostabili e quindi ottimi per la raccolta dell’umido.