Usa-e-getta è una delle parole più chiare di sempre. Usa. E. Getta. Breve, limpida e diretta. Nonostante ne apprezzi il carattere rimane comunque una parola che mi sta proprio antipatica.

Rappresenta, secondo me, un po’ la mentalità della nostra società. Usa qualcosa finché ti è comodo e poi gettala va. E le conseguenze? Bah, chissene. Ci penserà qualcun altro.

Ecco, questo a me dispiace perché sono convinta che possiamo fare molto meglio.

Basta poco per evitare di usare prodotti monouso, un po’ di organizzazione, un po’ di accortezza e il tempo di farla diventare un’abitudine. Non c’è bisogno di usare tutti i giorni posate di plastica per il pranzo in ufficio, basta pochissimo per avere un sacchettino dove portare le proprie, lavarle e riutilizzarle. Basta poco per non utilizzare il tipico bicchierino di plastica alla macchinetta del caffè ma utilizzare una tazza. Basta poco, per davvero.

Eppure mi rendo conto che non è così per tutti. A volte la vita frenetica prende il sopravvento e ci dimentichiamo. Altre volte crediamo che tutte queste accortezze, semplicemente, non “facciano per noi”. Altre volte ancora, ci troviamo in situazioni in cui soluzioni usa-e-getta ci semplificano enormemente la vita.

Allora non si tratta più di fare guerra al monouso ma di farla a quello fatto di plastica e non sostenibile.

Perché sì, la differenza si fa anche in questo!

Bando alle ciance, andiamo subito al sodo.

NO ALLA PLASTICA

La soluzione è quanto semplice e ovvia: per utilizzare monouso più ecologici bisogna evitare la plastica a favore di materiali più naturali e sostenibili.

Mi raccomando, non cadere nel tranello “utilizzo la plastica perché poi tanto la butto nel riciclo”, a tal proposito ti consiglio di leggere il mio articolo “Tanto lo riciclo! Ne sei proprio sicuro?”.

Quindi quali sono i materiali da favorire?

Ci sono diverse opzioni.

USA-E-GETTA DA MATERIALI NATURALI

I più comuni sono legno, bambù, carta e cartone. Spesso si riconoscono per il loro colore tipico del legno o del bambù o per la loro rugosità.

Che dire? Sono perfetti e molto eleganti. In particolare, il legno ed il bambù sono anche più resistenti della plastica e quindi offrono un servizio più adatto (tipo per quando devi tagliare qualcosa col coltello).

Personalmente adoro tutto: il colore, la resistenza, il materiale. Si possono anche ripulire e riutilizzare e… spessissimo sono pure compostabili! Quindi si possono buttare direttamente nell’umido. Importante però è controllare l’etichetta.

Ottimi sostituti delle tipiche posate monouso in plastica. Hanno prezzi davvero accessibili e online se ne trovano di tutti i tipi, materiali e misure. Insomma, non ci sono più scuse per non sceglierli!

USA-E-GETTA NATURALI MA SIMILI ALLA PLASTICA

Le bioplastiche vengono create con l’utilizzo di materie prime naturali e rinnovabili, come gli oli vegetali e amidi, e la maggior parte sono biodegradabili e compostabili. Il più comune è lo zucchero di canna e va sotto il nome di PLA (acido polilattico). E’ trasparente e quindi più simile alla plastica tradizionale ma con la differenza di essere biodegradabile.

Si tratta di un’ottima soluzione ma, a differenza di altri materiali, ha un tempo di biodegradabilità più lungo. Rappresenta comunque una valida soluzione per sostituire i tipici bicchieri, piatti e posate usa-e-getta.

USA-E-GETTA BIODEGRADABILI O COMPOSTABILI?

Per tanti i due termini risultano sinonimi ma la differenza c’è, eccome.

Biodegradabile rappresenta un prodotto che può degradarsi in circa 6 mesi. Che non è male. Ma non assicura che nel processo non vengano rilasciati agenti pericolosi ed inquinanti.

A differenza dei prodotti compostabili che si trasformano in compost per il terreno, che è una materiale per arricchirlo e nutrirlo. Per legge il processo di biodegradazione deve avvenire entro 3 mesi, quindi la metà del tempo.

I rifiuti biodegradabili vanno nella plastica o nell’indifferenziato (controlla sempre l’etichetta).

I rifiuti compostabili vanno nell’umido.

Ti consiglio di leggere il mio articolo “Biodegradabile non significa Compostabile: conosci la differenza?” per approfondire l’argomento.

CONCLUSIONI

Insomma, ci sono diversi fattori da considerare per l’utilizzo di prodotti monouso.

Rimane scontato che è meglio evitarlo, sempre e comunque, ma per quelle situazioni in cui proprio proprio non si riesce ad evitarlo, beh, c’è sempre l’occasione di fare una scelta più attenta e responsabile.



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